La Domenica Del Corriere - Sal Da Vinci in Toy story, 'i giocattoli hanno un'anima'

Sal Da Vinci in Toy story, 'i giocattoli hanno un'anima'
Sal Da Vinci in Toy story, 'i giocattoli hanno un'anima'

Sal Da Vinci in Toy story, 'i giocattoli hanno un'anima'

Doppia nel film 'Pizza cu 'e llente', 'da bambino giocavo poco, ero già sul palco'

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(di Francesca Pierleoni) Un giocattolo di gomma con la forma di una fetta di pizza con tanto di occhiali da sole: è Pizza with sunglasses, una delle new entry nella banda di Toy story 5 di Andrew Stanton, il nuovo capitolo della saga animata cult della Pixar in arrivo in sala dal 18 giugno con Disney. A dare la voce al personaggio in originale è il rapper Bad Bunny, mentre per la versione italiana, dove è diventato 'Pizza cu 'e llente' c'è il vincitore di Sanremo Sal Da Vinci. "Mi sono molto emozionato a fare il personaggio perché io sono molto legato a questo mondo sin da bambino - spiega Sal Da Vinci, qui al debutto come voce per la Disney -. Ho trasferito questa passione ai miei figli, e poi, essendo diventato nonno qualche anno fa, anche ai miei nipoti. Sono film che vivo con il cuore nel passato e la testa nella modernità. Toy Story 5, poi credo che sia molto educativo, ha una storia bellissima e molto affascinante". Da Vinci ha debuttato sul palco a 7 anni, unendo esperienze da attore e cantante: "Ho iniziato troppo presto, non ho avuto molto la possibilità di giocare con i giocattoli, lo facevo attraverso il mio mestiere" osserva. I giocattoli, però secondo lui "hanno un'anima, e ho amato la fantasia che c'è dietro Pizza cu 'e llente. L'unica cosa è che mi aspettavo una pizza bella grande... invece ho solo uno spicchio, speriamo me lo lascino, per continuare a dargli voce". Stavolta la sfida per la banda dei giocattoli, guidata dalla cowgirl Jessie, Buzz Lightyear e Woody è affrontare il rischio di essere dimenticati dalla 'loro' bambina Bonnie, a causa di un performante tablet per bambini, Lilypad, regalato alla piccola dai genitori. Oggi "i giocattoli sono più tecnologici, ma io sono un po' nostalgico. C'era una bellezza, una sfumatura diversa nel toccare un giocattolo, nel profumo che aveva, nel condividerlo. Cose che sono andate un po' perse". Raccontare tutto questo come si fa nel film, "con questo tipo di passione e di attenzione, il messaggio che viene trasmesso, ci devono assolutamente far pensare. Fermo restando che c'è una dimensione diversa del tempo che vive dentro di noi, e non ha niente a che fare con quella esterna. Il bambino dentro di noi è qualcosa di importante, che va custodito". Venendo alla sua infanzia, "i miei giocattoli erano soprattutto il walkman, il mangiadischi portatile" ma ci sono anche i ricordi "di un completo da cowboy con tanto di pistole giocattolo che papà aveva portato a me e mio fratello dall'America... purtroppo si è danneggiato in viaggio e non è durato per niente" o di un bambolotto di Cicciobello, "che mia moglie mi ha chiesto di regalarle durante la prima gravidanza... mi sono reso conto che per lei quel giocattolo riaccendeva una memoria preziosa". L'attore e cantautore non è nuovo all'esperienza del doppiaggio, "l'avevo già fatto in alcuni film che ho interpretato, compreso uno che mi è rimasto nel cuore, Troppo forte di Carlo Verdone, con Alberto Sordi", ma "è affascinante il modo in cui sono cambiate le sale in cui lavoriamo, sembrano sale d'incisione. C'è una parte più tecnologica e quando a quella si mischia l'emozione, si arriva a un altro livello".

Sal Da Vinci in Toy story, 'i giocattoli hanno un'anima'

A.Dodaro--LDdC