La Domenica Del Corriere - Fulminacci, "ho sfidato l'ansia, ma a far paura è la vita, non il lavoro"

Fulminacci, "ho sfidato l'ansia, ma a far paura è la vita, non il lavoro"
Fulminacci, "ho sfidato l'ansia, ma a far paura è la vita, non il lavoro"

Fulminacci, "ho sfidato l'ansia, ma a far paura è la vita, non il lavoro"

Esce Calcinacci, "album di ricostruzione e ristrutturazione". Ad aprile nei palasport

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Fulminacci, dopo un festival che gli ha regalato un inaspettato Premio della Critica, mette in fila altri tasselli del suo percorso artistico, pubblicando un nuovo album dal titolo evocativo Calcinacci ("un disco di ricostruzione, nato tra le macerie dopo che un anno e mezzo fa la mia storia è finita e la vita per come la conoscevo è andata in frantumi") e presentando anche un mediometraggio con lo stesso titolo che ha scritto e interpretato, in attesa del tour che lo porterà nelle prossime settimane live nei palasport (in partenza il 9 aprile da Roma). E magari con un ritorno anche sul palco del Concertone del Primo Maggio ("maggio è il mio unico mese di vacanza, ma mi piacerebbe esserci"). "Ho vissuto Sanremo meglio di chiunque, me lo sono goduto tutto, ogni istante. A modo mio ho vinto. Il risultato è stato meraviglioso, con un premio della Critica che per me è una vittoria - racconta il cantautore -. Stupida Sfortuna mi rappresenta al 100%, ma si affaccia al mainstream. Sono felice che chi mi ha conosciuto ora, mi ha conosciuto come sono". Qualcosa è cambiato rispetto alla prima volta all'Ariston, e se ne sono accorti tutti: "È vero, il pubblico è cresciuto, ma io sono lo stesso di quando sono arrivato a Sanremo", si schermisce e gioca anche sul ruolo di sex symbol che gli è stato affibbiato: "mi fa sorridere, ma poi chiedo: dove eravate prima?". Roma è al centro di Calcinacci, l'album prodotto da Golden Years e con le collaborazioni di Franco126 e Tutti Fenomeni, con riferimenti e citazioni. "Il mio primo disco fatto a Roma, la mia città. Senza orari, senza fretta, senza treni - spiega l'artista -. È la cosa più vicina al concept album che io abbia mai fatto: c'è più identità di suono e anche nei testi tornano delle cose. I calcinacci si trovano dove qualcosa è stato distrutto, ma anche dove gli operai cominciano a ricostruire e tutto il disco per me è stato una terapia". Fulminacci non nasconde di aver avuto in passato episodi di attacchi di panico, anche durante qualche concerto. "Io tendo all'ansia. Anche se ora ho accettato l'ipotesi dell'errore, l'ho accolto, all'inizio non era possibile. Oggi ho un po' meno da dimostrare e sono più tranquillo, anche perché a farmi paura non è il lavoro, ma la vita di tutti i giorni".

M.Magrino--LDdC