La Domenica Del Corriere - Rivolta nel Labour contro Starmer, salgono a tre le dimissioni nel governo

Rivolta nel Labour contro Starmer, salgono a tre le dimissioni nel governo
Rivolta nel Labour contro Starmer, salgono a tre le dimissioni nel governo

Rivolta nel Labour contro Starmer, salgono a tre le dimissioni nel governo

Jess Phillips lascia e chiede cambio di leader, 'contano i fatti non le parole'

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Sale a tre il numero dei membri del governo britannico - entrambi con ruoli non da ministro - a essersi dimessi oggi nell'ambito della rivolta interna al Labour contro la leadership del premier Keir Starmer dopo la debacle elettorale alle amministrative del 7 maggio. La seconda è stata Jess Phillips, sottosegretaria all'Interno con delega sulla tutela delle donne e contro la violenza di genere, già candidata leader del partito (senza fortuna) nel 2020. "Ciò che conta sono gli atti, non le parole", ha scritto Phillips nelle sua lettera di dimissioni indirizzata al premier, affermando d'aver perso fiducia in Starmer e unendosi alle decine di deputati laburisti che invocano un cambio di guida politica. La decisione della sottosegretaria, segue una riunione del consiglio dei ministri nella quale sir Keir ha insistito di non volersi dimettere, ricevendo il sostegno pubblico di molti, ma non tutti, i ministri di punta della sua compagine. E arriva poche ore dopo le dimissioni per protesta anche della viceministra delle Comunità Locali, Miatta Fahnbulleh, la quale ha dichiarato esplicitamente di essere pronta a sostenere al posto di Starmer una figura più progressista come il popolare sindaco di Manchester, Andy Burnham, laddove a questi fosse consentito di tornare in Parlamento attraverso un'elezione suppletiva. Pochi minuti più tardi è arrivata anche l'ufficializzazione delle dimissioni di una terza figura del governo, Alex Davies-Jones, sottosegretaria alla Giustizia. Davies-Jones, che è originaria del Galles, nazione del Regno Unito dove il Labour ha subito alle amministrative del 7 maggio una sconfitta senza precedenti nella storia politica britannica dell'ultimo secolo, si è rivolta in una lettera aperta a Starmer in questi toni: "Il Paese ha parlato e noi dobbiamo ascoltare. Ora è il tempo di azioni coraggiose e radicali. Io so che tu sei un uomo buono e onesto, ma t'imploro di agire nell'interesse del Paese e di fissare un calendario per la tua uscita di scena" a favore di un nuovo leader di partito e di governo.

A.Mariani--LDdC