La Russia vieta per 5 mesi l'export di carburante per i jet
'Per la stabilità del mercato', in coincidenza con i raid ucraini sulle raffinerie
La Russia ha imposto un divieto di esportazione di carburante per aerei a reazione della durata di cinque mesi per garantire una "situazione stabile" sul mercato, perturbato tra l'altro dai frequenti attacchi ucraini con droni su raffinerie e oleodotti nel Paese. Il divieto, precisa l'agenzia Interfax, sarà in vigore da oggi fino al 30 novembre. "Il fine di questo provvedimento è assicurare una situazione stabile sul mercato interno del carburante", ha sottolineato in una dichiarazione il governo. In Russia, il secondo produttore mondiale di petrolio, è già in vigore un divieto di esportazione della benzina fino alla fine di luglio, per prevenire eventuali penurie causate, oltre che dai raid ucraini, dall'aumento dei consumi per gli spostamenti nella stagione estiva. Il divieto di export dei carburanti per aerei non si applica alle forniture effettuate nell'ambito di contratti intergovernativi e alle riserve tecniche per gli aerei, ha sottolineato il governo. Le misure restrittive decise dalla Russia coincidono con le tensioni sui mercati provocate dalla guerra nel Golfo Persico e la conseguente chiusura dello stretto di Hormuz, che hanno fatto aumentare la domanda di petrolio russo.
F.Gionfriddo--LDdC