Serena Rossi, in La famiglia Panini c'è speranza nel futuro
L'attrice alla Festa di Roma, protagonista della serie, "oggi sento l'urlo del sud"
(di Francesca Pierleoni) E' stato "un dono poter interpretare questo personaggio e raccontare una storia così di coraggio e di speranza nel futuro. E non vuol dire evadere dalla realtà ma avere la consapevolezza di prendersi anche dei rischi e di farlo con il sogno: secondo me in questi tempi è una cosa grandiosa". Lo dice alla Festa del cinema di Roma Serena Rossi dove viene presentata in anteprima la serie di cui è protagonista, La famiglia Panini - L'avventura delle figurine, diretta da Letizia Lamartire, in prima visione dal 22 novembre su Rai 1 e Raiplay e prossimamente su Disney+. Il racconto corale (prodotto da Indigo Film in collaborazione con Rai Fiction, con il supporto di Sanfelice 1893 Banca Popolare in collaborazione con Disney+) interpretato, fra gli altri, anche da Simone Liberati, Federico Cesari, Benedetta Cimatti, Luca Di Sessa, Edoardo Pesce, esplora la storia della famiglia. A guidarla c'è Olga (Rossi), madre di otto figli rimasta vedova durante la seconda Guerra Mondiale, partendo dall'acquisto di un'edicola a Modena, dà forma a una straordinaria avventura creativa ed editoriale che varca i confini dell'Italia. Quella delle celebri 'figurine' diventate parte dei giochi di ogni generazione. Una storia di coraggio e visione in un'Italia da costruire rispetto alle crisi di oggi: "Io penso al mio sud che urla disperato - aggiunge l'attrice -. Penso ai ragazzi che urlano la propria disperazione, che hanno paura del futuro che sono anche un po' disillusi e io spero che quando le famiglie la domenica sera si metteranno sul divano a guardare la nostra serie, troveranno uno spunto per parlare, per confrontarsi e per accendere un po' di speranza e di energia vitale che questa famiglia ci ha lasciato e ci ha insegnato". Guardando al presente, "sarà che sono un ottimista, però sicuramente un futuro c'è, ci deve essere, ci può essere ma questo dovrebbe nascere da un ascolto, innanzitutto - sottolinea -. Se le persone nelle manifestazioni sono arrivate a cercare di farsi ascoltare, di far ascoltare il proprio grido disperato in questo modo, vuol dire che merita di essere ascoltato". La violenza "non è mai la strada giusta, ma l'ascolto sì - aggiunge l'attrice -. Quindi ci credo... le cose non possono andare avanti così, è inaccettabile quello che sta succedendo". Per la regista Letizia Lamartire (Baby, La legge di Lidia Poet), "dall'esterno oggi ci arrivano dei messaggi di insicurezza, di incertezza. Era incerto anche il mondo di Olga, che affronta estreme difficoltà. Lei però ha il coraggio di rischiare, di fare quel piccolo passo per affrontare l'incerto. E' un valore prezioso di questa storia, e in questo può essere di ispirazione". La protagonista è anche una donna che si trova ad essere capofamiglia e imprenditrice sfidando i preconcetti: "Quello che mi ha fatto innamorare della signora Olga che è una roccia, un porto sicuro - aggiunge Serena Rossi -. E' una donna che si ritrova sola a 40 anni con otto figli piccoli e non sa come farli mangiare. Non è la sola, in Italia in quel tempo in guerra le donne erano tutte sole e sono quelle che poi si sono rimboccate le maniche che gli hanno contribuito alla ricostruzione di questo Paese". Olga "ha ricoperto un pochino tutti i ruoli in famiglia per necessità - spiega l'attrice - ma arrivata ad un certo punto ha avuto l'intelligenza di mettersi in un certo senso in panchina, di dirigere a distanza i suoi figli, quindi di dare spazio alle generazioni future". Per le donne "tanta strada è stata fatta dai tempi della signora Olga, anche grazie a donne come lei, e tanta strada ancora c'è da fare, però continuiamo a batterci in questa guerra gentile che è la nostra".
T.Bianchi--LDdC
