La Domenica Del Corriere - In un film la visione pionieristica dell'Operazione Batiscafo Trieste

In un film la visione pionieristica dell'Operazione Batiscafo Trieste
In un film la visione pionieristica dell'Operazione Batiscafo Trieste

In un film la visione pionieristica dell'Operazione Batiscafo Trieste

Voci e immagini d'archivio per la storica discesa nell'abisso Challanger

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Racconta una storia di scienza, audacia e visione pionieristica la produzione cinematografica Operazione Batiscafo Trieste: una sfida nata per un futuro di pace nel tempo della Guerra Fredda, ricostruita attraverso le voci dei protagonisti e immagini d'archivio nell'ambito del Progetto Batiscafo Trieste. Commissionato dal Comune di Trieste, scritto e diretto da Massimiliano Finazzer Flory e prodotto da Movie&Theater in collaborazione con Rai Cinema e Armundia, il film sarà presentato in anteprima a inizio marzo al Cinema Ariston di Trieste e successivamente a Napoli, Roma, Milano e negli Stati Uniti, a Washington e New York. Il trailer è disponibile sul canale youtube del Comune di Trieste e sul sito del museo Diego de Henriquez. Il 23 gennaio 1960 il Batiscafo Trieste si immergeva nelle acque al largo dell'isola di Guam, nell'oceano Pacifico: cinque ore dopo avrebbe raggiunto per la prima volta nella storia il punto più profondo della crosta terrestre, l'abisso Challenger nella fossa delle Marianne. A bordo c'erano gli esploratori Jacques Piccard e Don Walsh. Operazione Batiscafo Trieste intende offrire un racconto poetico che intreccia immagini e memoria. Anche le fasi della rinascita dell'unità sommergibile sono parte del film: dalla minuziosa lavorazione dei pezzi nei capannoni bergamaschi della M23, fino all'atteso viaggio verso il mare e la città che gli diede i natali. Fu de Henriquez a incoraggiare i Piccard a scegliere Trieste come base per la realizzazione del Batiscafo ed è nel Museo a lui dedicato che la riproduzione troverà nel 2026 una collocazione definitiva. Nel trailer parlano, fra gli altri, i figli di Jacques Piccard e Don Walsh; Julie Kowalsky, direttrice del National Museum of the United States Navy; Giorgio Rossi, assessore alle Politiche della Cultura del Comune di Trieste. "Non solo un batiscafo - osserva Finazzer Flory - molto di più: un viaggio continuo verso la ricerca della bellezza, con la scienza, e i pionieri. Con il mare. Con due batiscafi. Quello del primato planetario del 1960 che si immerge nella Fossa delle Marianne. E poi quello di oggi che dal mare ha come rotta il museo di Trieste. Perché il batiscafo ora è opera d'arte. Connubio di scienza e design. Per la pace e con poesia. Questa è la storia che si fa futuro".

F.Epifano--LDdC