La Domenica Del Corriere - Il cambiamento climatico sta ridisegnando le foreste europee

Il cambiamento climatico sta ridisegnando le foreste europee
Il cambiamento climatico sta ridisegnando le foreste europee

Il cambiamento climatico sta ridisegnando le foreste europee

Penalizza le conifere come abete e pino e favorisce latifoglie come faggio e quercia

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Il cambiamento climatico sta ridisegnando le foreste europee, modificandone profondamente gli equilibri: entro la fine del secolo, fino al 25% dei boschi, pari a circa 96 milioni di ettari, potrebbe andare incontro a un cambiamento della specie dominante. A essere penalizzate sono soprattutto le conifere sempreverdi, come abete rosso, abete bianco e pino silvestre, mentre aumenteranno la propria competitività le latifoglie, come il faggio e la quercia. Lo indica lo studio pubblicato sulla rivista Communications Earth & Environment e guidato dall'Università Tecnica di Monaco, in Germania, che ha coinvolto oltre 30 ricercatori di tutta Europa. Per l'Italia ha partecipato l'Istituto per i Sistemi Agricoli e Forestali del Mediterraneo del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Perugia e l'Istituto per l'Ambiente Alpino del centro Eurac Research di Bolzano. Per investigare come il clima possa alterare i rapporti di forza tra gli alberi, i ricercatori guidati da Marc Grünig hanno usato algoritmi basati sull'Intelligenza Artificiale, che sono stati addestrati con simulazioni che coprono oltre 135 milioni di anni. In questo modo, il sistema è stato in grado di effettuare previsioni per 9 tra le specie forestali più importanti d'Europa in differenti scenari climatici futuri. Oltre agli alberi che saranno penalizzati o avvantaggiati, i risultati indicano che le aree più vulnerabili sono quelle dove specie adattate a climi differenti entrano in competizione, come le regioni alpine, la Scandinavia meridionale e parte dell'area mediterranea. Inoltre, i cambiamenti più marcati interesseranno quelle zone dove gli alberi già oggi vivono vicino ai propri limiti fisiologici: in questi contesti, un ulteriore aumento delle temperature e della frequenza degli stress idrici potrebbe accelerare la sostituzione delle specie attualmente dominanti, con ripercussioni importanti su biodiversità e produttività forestale.

S.dEsposito--LDdC