Mini-isole di fegato fatte crescere con successo nei topi
Tecnica innovativa grazie alla biologia sintetica
Mini-isole di fegato sono state fatte crescere direttamente nell'organismo di un topo: è la dimostrazione che, combinando ingegneria dei tessuti e biologia sintetica è possibile guidare la rigenerazione di organi danneggiati. A riuscirci è stato il lavoro guidato da Christopher Chen Sangeeta Bhatia, dell'Università di Harvard, e pubblicato sulla rivista Science Advances. Nonostante il fegato sia un organo con incredibili capacità di autorigenerazione, finora non si è riusciti a sviluppare tecniche efficaci che permettano di produrre in laboratorio veri e propri mini-organi impiantabili in un paziente. Lo studio dei ricercatori americani ha fatto ora un importante passo in avanti in questa direzione, riuscendo per la prima volta a impiantare nei topi porzioni di fegato, realizzate coltivando cellule epatiche opportunamente modificate grazie alla biologia sintetica, ossia inserendo al loro interno geni artificiali capaci di attivarsi grazie a segnali chimici esterni. La nuova tecnica, chiamata Boost, ha permesso di far crescere queste porzioni di fegato direttamente all'interno del corpo. "La nostra strategia Boost - ha detto Bhatia - getta le basi per un futuro in cui le terapie cellulari per organi solidi potranno essere controllate in modo non chirurgico in base alle esigenze dei pazienti". La tecnica che, sottolineano gli autori della ricerca, in futuro potrebbe essere utilizzata anche per guidare la crescita di altri tessuti, ad esempio quello del muscolo cardiaco.
P.Oliviero--LDdC