La Domenica Del Corriere - Malagò: "Mesi incredibili, dobbiamo fare qualcosa di coraggioso"

Malagò: "Mesi incredibili, dobbiamo fare qualcosa di coraggioso"
Malagò: "Mesi incredibili, dobbiamo fare qualcosa di coraggioso"

Malagò: "Mesi incredibili, dobbiamo fare qualcosa di coraggioso"

"Mi tessererò per club sociale. Comprare un'auto da Abodi? Non mi risulta se ne occupi..."

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"Sono stati mesi incredibili e faticosi. Mi ritrovo commissario. Però non abbiamo mai smesso di lavorare, dobbiamo fare qualcosa di diverso e coraggioso, l'unica cosa che non possiamo permetterci è stare fermi". Giovanni Malagò, a pochi giorni dalla nomina a commissario della Federcalcio, é tornato a parlare di federazione e nazionale, ospite del Sport e Culture Festival, a Mondovì. Il commissario Figc ha precisato che per le elezioni convocare il 14 dicembre si tessererà "per un club impegnato nel sociale, ma stendiamo un velo pietoso su questa vicenda". A chi gli chiedeva se comprerebbe un'auto dal ministro per lo sport, Andrea Abodi, ha risposto: "Auto? Non mi risulta che se ne occupi". "Sul ct, molti dicevano che era sbagliato - il punto sull'azzurro, fatto da Malagò - però oggi mi ritrovo con un'Under 21 qualificata alla fase finale degli Europei, con l'ambizione di tornare alle Olimpiadi; questa è la squadra con cui giocheremo gli Europei del 2032 in casa; con una Nazionale che a novembre se la giocherà per andare ai quarti di Nations, in un girone di ferro; e giocando bene, con entusiasmo, piena di esordienti e ragazzi giovani che potrebbero fare gli Europei under 21. Giocatori che gli italiani non conoscevano, su cui Mancini sta lavorando bene. E poi la nazionale femminile, che si gioca la partecipazione al mondiale. Siamo stati capaci? Non lo so, ma i risultati stanno arrivando". A Mancini, ha poi rivelato, "la prima cosa che ho detto è stata: prima della gara non vi starò mai tra i piedi, sarebbe un'invasione di campo, però io ci sono sempre, per tutti, nella gioia e nel dolore". Malagò é tornato a spiegare il motivo che lo ha indotto a candidarsi ("vedere il calcio ridotto com'era, era un dolore per me, è stato un po' un richiamo della foresta. Noi dobbiamo recuperare l'orgoglio, anche nel calcio") e quello per il quale ha fatto un passo indietro nel Club Italia ("di calcio capisco, ma come faccio a capirne quanto un Claudio Ranieri? Ranieri e Zola danno molta credibilità al nostro progetto"). Poi, battute e ricordi. "Mio padre cosa direbbe oggi? Il 22 giugno mi avrebbe detto che era orgoglioso di me, dopo, per quello che è accaduto, mi avrebbe chiesto ogni giorno di mandarli a quel Paese...". Ha ammesso che "l'imitazione di Crozza mi fa morir dal ridere". E ancora, le nazionali del cuore ("Ho avuto la fortuna di essere a Madrid nel 1982 e a Berlino nel 2006, ricordi indelebili"), per chiudere con gli obiettivi: "Il mio sogno è proiettato al 2032: crescere, qualificarci agli Europei del 2028 in Inghilterra, qualificarci al Mondiale e completare il percorso agli Europei che giocheremo in casa".

T.Scagnelli--LDdC