La Domenica Del Corriere - Il caldo mette a rischio donne in gravidanza, disidratazione e rischi al parto

Il caldo mette a rischio donne in gravidanza, disidratazione e rischi al parto
Il caldo mette a rischio donne in gravidanza, disidratazione e rischi al parto

Il caldo mette a rischio donne in gravidanza, disidratazione e rischi al parto

Il decalogo del Policlinico Gemelli Irccs per proteggere mamma e bambino

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Le ondate di calore sono un fattore di rischio spesso sottovalutato per le donne in gravidanza. Le modificazioni fisiologiche che accompagnano la gestazione rendono l'organismo particolarmente vulnerabile alle temperature elevate, con possibili ripercussioni sulla salute della madre e del feto. Numerosi studi hanno evidenziato un aumento del rischio di parto pretermine, basso peso alla nascita e altre complicanze ostetriche. Lo mette in luce Tullio Ghi, ordinario di Ginecologia e Ostetricia dell'Università Cattolica del Sacro Cuore e direttore della Uoc Ostetricia del Policlinico Gemelli. Una delle fasi più delicate è l'inizio della gravidanza, il primo trimestre. In questo periodo, complice la nausea e il vomito, le donne tendono a bere meno e a disidratarsi, e questo aspetto può essere aggravato dalle alte temperature e dalla sudorazione profusa. Lo stato di disidratazione può comportare squilibri idro-elettrolitici dannosi per la funzione del cuore e del cervello. L'altro momento delicato è la fase finale della gravidanza, in particolare il terzo trimestre avanzato, quando già fisiologicamente la donna presenta una riduzione dei valori di pressione arteriosa, un meccanismo messo in atto per garantire un maggior flusso di sangue alla placenta. Se a una condizione di pressione bassa legata allo stato di gravidanza in sé si aggiungono la vasodilatazione e la disidratazione legate al caldo, l'ipotensione può accentuarsi, aumentando il rischio di perdita di coscienza e cadute. Tra le possibili conseguenze in questa fase, c'è anche la riduzione del liquido amniotico in cui è immerso il feto. In generale, durante tutta la gravidanza, la dilatazione delle vene degli arti inferiori può favorire il ristagno di sangue in periferia, con conseguente comparsa di edemi e un possibile aumento del rischio di fenomeni trombotici. Il decalogo per affrontare la gestazione con il caldo prevede: 2,5 litri di acqua al giorno, fare lunghe passeggiate nelle ore più fresche, limitare l'esposizione al sole utilizzando una protezione solare molto elevata; non rimanere in piedi o sedute per molte ore e alzarsi di frequente; fare docce o pediluvi con acqua tiepida-fresca; aiutarsi con massaggi drenanti sulle gambe; evitare cibi piccanti; seguire la dieta mediterranea, ricca di frutta e verdura, pesce, carni bianche e olio d'oliva. Infine, un no assoluto all'alcol: anche in piccole quantità è pericoloso per il feto.

A.Maggiacomo--LDdC