Obesità, 53% di chi prova a dimagrire col nuovo anno fallisce per mancanza di sostegno
31% italiani non sa che è una malattia. 'Buoni propositi portano a colpevolizzarsi'
A pochi giorni dall'inizio del nuovo anno, mentre milioni di persone abbandonano i buoni propositi in quello che spesso viene definito 'Quitter's Day', o 'il giorno di chi molla', la nuova indagine europea di Novo Nordisk, condotta in cinque Paesi tra cui l'Italia, rivela il profondo senso di isolamento e stigmatizzazione che vivono le persone con obesità. L'indagine mostra come, tra coloro che hanno deciso di iniziare a gennaio un percorso di perdita di peso, la mancanza di sostegno sia la difficoltà principale che li porta a desistere, citata dal 53% degli intervistati. Dall'indagine è emerso, inoltre, che il 31% degli intervistati nel nostro Paese non sa che l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) riconosce l'obesità come una malattia cronica; un aspetto che può alimentare l'idea sbagliata che perdere peso sia una semplice questione di 'mangiare meno e muoversi di più', e non una condizione complessa legata a fattori genetici, fisiologici, psicologici, sociali e ambientali. Secondo l'88% degli intervistati, inoltre, le persone con obesità sono vittime di stigma a causa del proprio peso, mentre per l'84% del campione i canoni estetici contemporanei hanno un impatto negativo sulle persone. L'indagine ha rilevato anche come il 75% delle persone con obesità concordi sul fatto che l'attenzione dovrebbe concentrarsi maggiormente sul raggiungimento di uno stato di salute e benessere generale, invece che esclusivamente sulla perdita di peso, mentre la stragrande maggioranza degli obesi dichiara che la condizione incide negativamente sulla propria salute mentale (87%) e sulle le proprie interazioni sociali (85%). Infine, solo il 17% delle persone con obesità ritiene che i professionisti sanitari comprendano appieno le loro preoccupazioni e i loro problemi. "La cultura dei buoni propositi per l'anno nuovo, anche se mossa da buone intenzioni, rischia di rafforzare una visione semplicistica e sbagliata dell'obesità, portando le persone a colpevolizzarsi ingiustamente e a subire il peso dello stigma soprattutto quando i loro sforzi per perdere peso falliscono", commenta Iris Zani, presidente di della Fiao (Federazione italiana associazioni obesità). "Gestire l'obesità è un percorso coraggioso e lungo che non dovrebbe essere affrontato da soli -, aggiunge Eligio Linoci, vicepresidente della Fiao -. Oggi è necessario spostare l'attenzione dalla semplice perdita di peso al benessere complessivo della persona e promuovere una rete di supporto".
L.Maddalena--LDdC