La Domenica Del Corriere - Cottarelli, col greggio a 120 dollari rischio recessione e 30 miliardi di debito

Cottarelli, col greggio a 120 dollari rischio recessione e 30 miliardi di debito
Cottarelli, col greggio a 120 dollari rischio recessione e 30 miliardi di debito

Cottarelli, col greggio a 120 dollari rischio recessione e 30 miliardi di debito

Le stime dell'economista nell'ipotesi di guerra lunga e nessun intervento pubblico

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Il caro dei prezzi energetici dovuto alla guerra in Medio Oriente, se dovesse durare, rischierebbe di mandare in recessione l'economia italiana. Una situazione che scompaginerebbe il rientro del debito pubblico italiano: il debito/Pil, oltre ad aumentare a causa di un'economia che non cresce, salirebbe per colpa del maggior costo degli interesse, dove un ipotetico rialzo dei rendimenti di 100 punti base, a lungo andare, costerebbe allo Stato 30 miliardi l'anno. A fare i conti, in un colloquio con l'ANSA, è Carlo Cottarelli, ex direttore del dipartimento Affari fiscali del Fondo monetario internazionale. "L'impatto sui tassi non è il problema principale", dice Cottarelli. Le stime indicano che un aumento del 10% del prezzo del petrolio cancella 0,1 di Pil, e il petrolio a 120 dollari significa un aumento del 100%: l'impatto sulla crescita italiana, stimata nell'ordine dello 0,5%, sarebbe di "almeno un punto". Dunque - dice Cottarelli - "quando si arriva a prezzi petrolio intorno ai 120 dollari, un Paese come l'Italia potrebbe finire in recessione, a meno che lo Stato metta soldi per sostenere economia, come nel 2022".

F.Aiello--LDdC